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Il 5G, la quinta generazione di telefonia mobile, sta per invadere il mercato delle telecomunicazioni. Lo sviluppo dell’Internet of Things (IoT) prevede, per il 2025, 76 miliardi di dispositivi connessi nel mondo (oggi sono circa 20 miliardi). Nelle città si arriverà a un milione di dispositivi connessi per chilometro quadrato. Le compagnie telefoniche e i produttori di smartphone ci prospettano un futuro utopico, dove le auto si guidano da sole e il frigorifero ordina per noi i prodotti al supermercato. Sarà così? Cos’è esattamente il 5G? Su quale tecnologia si basa e quali potenziali rischi nasconde? Che prezzo dovranno pagare l’umanità e l’ambiente? Ci sono motivi più che fondati per ritenere che la nuova tecnologia esporrà l’Homo sapiens e le altre specie a rischi fisici, biologici, psicologici, sociologici e antropologici. Conoscere la nuova tecnologia ci aiuterà a scegliere consapevolmente il nostro futuro.

Le frequenze del 5G si aggiungeranno a quelle già esistenti del 2G, 3G, 4G (ripetitori radio/TV, cellulari, wifi,…), che, come sappiamo, comportano ricadute negative per la salute. Dati epidemiologici sull’uomo per esposizione al 5G non esistono, ma, anche se la penetrazione delle onde del 5G è piuttosto limitata, non possiamo ritenerle scevre da rischi, perché i dati sperimentali di cui disponiamo attestano che gli effetti biologici del 5G sono simili a quelli delle altre frequenze. Del resto è solo dal secolo scorso, con l’avvento delle telecomunicazioni via etere, che i viventi sono esposti a questo tipo di onde, non esistenti in natura. Scopo della relazione è fornire dati aggiornati sugli effetti biologici delle radiofrequenze ed offrire un’occasione di riflessione sui radicali cambiamenti tecnologici connessi al 5G.